La gastronomia dell'Istria
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Nell'abbondanza anche la fantasia non manca, come in gastronomia così anche in tutti gli altri ambiti. Se menzioniamo
la gastronomia tradizionale, parliamo della gastronomia di masse più ampie, di solito gente piccola, che da secoli
non poteva proprio vantarsi "dell'abbondanza".
La gastronomia tradizionale
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Già con il nostro viaggio attraverso la storia dell'Istria abbiamo menzionato che essa
era meta di varie conquiste e sottomissioni che colpivano, per la maggioranza, gruppi più ampi di persone.
In modo da soddisfare, da una parte le neccessità essistenziali, dall'altra anche quelle del palato, la fantasia
del popolo istriano, spesso soggiogato e colpito dalla povertà, doveva essere alquanto ricca e creativa. |
Le diligenti casalinghe servivano sulle tavole cibo preparato dai frutti della stagione, alcuni coltivati, altri trovati
in natura, oppure combinando gli ingredienti fondamentali che si potevano trovare in ogni focolare domestico istriano, aggiungendoci
le numerose piante aromatiche raccolte nella natura o nel giardino.
La domenica era, come qualsiasi altra festività
o banchetto, da sempre accompagnata dal prosciutto e formaggio istriano come antipasto. Dopo aver mangiato il brodo di "gallina",
seguivano i cappucci garbi, gli immancabili fusi, gnocchi e ravioli. Per dessert, la diligente casalinga serviva le
frittelle, crostoli o "cukerancici".
La vita di ogni giorno offriva pasti fatti con ricette "modeste". Nel caso
sia rimasto qualche cappuccio garbo del giorno prima, il giorno seguente si usava per fare la jota (il minestrone di fagioli
e cappucci garbi). C'era una varietà di minestre (minestroni) istriani – quella di ceci, d'orzo, di granoturco
novello, di finocchio... le quali erano adatte soprattutto per le gironate fredde d'inverno. La polenta, i "pljukanci" (gnocchi
affusolati) e gnocchi sono i piatti con cui i nostri vecchi da sempre si sono nutriti.
| Quando vi capiterà di visitare l'Istria e se al tempo stesso siete dei veri amanti della
cucina, seguite l'oste ed assaporate i cibi tradizionali. Se vi capita di venire in Istria in primavera, assaggiate gli asparagi,
molto sane e possono essere preparate in una varietà di modi. Durante l'estate mangiate i piatti leggieri e assaggiate
le specilità di mare - pesce, gamberi, molluschi... |
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L'autunno dona tranquillità. In Istria è la stagione del fungo endemico ed afrodisiaco, il tartufo.
Quando arriva invece l'inverno e la stagione della macellazione di maiale, la cosa migliore è scaldarsi vicino al focolare
mangiando dell'ombolo istriano e salsiccie e bevendo la supa istriana!? Un gusto particolare al cibo viene dato dall'immancabile
condimento, l'olio d'oliva, conosciuto per la sua qualità pregiate sin dall'epoca dei Romani.
E il vino...basta
dire che la penisola istriana è a forma di un grappolo d'uva...Malvasia, Terano...Salute! Se invece avete esagerato
nel mangiare, vi aiuterà sicuramente un bicchiere di biska, la speciale grappa istriana con le foglie di vischio, oppure
la "komovica" (acquavite di vinacce)....